ANTO’ FA CALDO

L’INL intensifica i controlli per la sicurezza nei settori più esposti ai rischi del caldo.

Ciao oggi prendendo in ironia un vecchio spot TV parliamo del caldo e della relativa situazione nei luoghi di lavoro.

Già perché non bastavano il covid e la guerra, no quest’anno abbiamo anche un caldo e una siccità ai massimi storici.

E così k’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha deciso di intensificare i controlli nei settori più esposti al rischio del caldo.

Come detto l’aumento di intensità e durata delle ondate di calore ha reso necessaria una maggiore attenzione alla prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

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NELLO SPECIFICO

La notizia è stata diffusa tramite il comunicato stampa del 25 luglio 2022.

Le attività di vigilanza sono state potenziate in particolare nei settori più esposti, come edilizia e agricoltura e negli ambienti non ventilati adeguatamente.

Del resto il Testo unico sulla sicurezza dei lavoratori stabilisce che debba essere il datore di lavoro a valutare tutti i rischi, anche particolari, per la sicurezza e la salute dei dipendenti.

CONSEGUENZE

In specifiche condizioni, le temperature elevate possono essere alla base delle richieste di accesso ai trattamenti di Cassa Integrazione, CIGO, e indicate nella causale.

Anche in questo caso specifico in assenza di interventi di prevenzione idonei, le alte temperature possono essere causa di malori e possono ridurre la capacità di attenzione dei lavoratori, aumentando così il rischio di infortuni.

CONCLUSIONE – CIGO

Perciò come anticipato, anche la temperatura percepita, se superiore a quella reale e al limite di 35 gradi, può essere utilizzata come casuale di CIGO.

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Marco Mengoli
3476421585
sicurezzantincendio@marcomengoli.it

3 pensieri riguardo “ANTO’ FA CALDO”

  1. E’ incredibile, qualcosa si muove però dopo alcuni decessi accertati e causati, con molte buone probabilità anche dal fattore temperatura; meglio tardi che mai.
    Però, non è solo ricorrendo alla cassa integrazione che, in ogni caso grava eccessivamente sulla comunità. Ci sono attività che possono essere svolte, diciamo tranquillamente, in orari diversi, vedi asfaltatura o anche alcune attività meccanizzate in agricoltura che possono essere svolte in notturna dove, naturalmente, le temperature sarebbero ugualmente elevate ma almeno quelle attività non vengono effettuate sotto il sole.
    Un servizio tg di ieri, ha parlato e intervistato addetti all’asfaltatura e, il bitume quando rovesciato pare tocchi i 150°C, indubbiamente che tale temperatura si reale o meno, ha poca importanza ma, a detta degli operatori intervistati la giornata compreso la sosta pranzo dura circa 15 ore e se non c’è ombra nelle vicinanze, la faccenda si complica.
    E’ vero anche che attività eseguite in notturna comportano una maggiorazione dei costi per le imprese ed ecco che, magari. INL o Ente diverso, potrebbe venire incontro alle imprese in questa maggiorazione. In questo caso comunque si avrebbe anche il risultato di non avere code chilometriche sotto il sole e con moltissime tipologie di soggetti coinvolti; quindi il problema non è di facile soluzione ma si può risolvere.
    In ogni caso complimenti per il lavoro svolto

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      1. Sono contento dell’approvazione, grazie, però sappiamo benissimo che il problema è molto più ampio e non intendo andare a vedere altri comparti.
        Mi meraviglia che INL abbia fatto quella proposta perché si pone un problema mica da ridere e che provo a esporre brevemente:
        Le attività di asfaltatura, sono normalmente di pertinenza di Enti pubblici (Comuni, Regioni, Stato, Aziende pubbliche, ecc.) e, normalmente, sono oggetto di contratti per manutenzione ordinaria e straordinaria per lo più riguardanti piccoli interventi, tipo chiusura fosse, innalzamento tombini, rifacimento piccole porzioni, attività che comportano l’uso dello spianatore manuale. In questo caso l’intervento è gestito in accordo col Committente.
        Quando invece si tratta di totale asfaltatura, normalmente sono oggetto di una procedura a sé , la quale prevede delle tempistiche di esecuzione e l’applicazione di penali anche di importante importo. Scarificare o fresare una strada è un lavoro importante perché da quello di pende se il nuovo manto si attacca o meno. Dopo questa fase c’è la pulizia e lo spazzamento, poi si sparge l’asfalto liquido a caldo. come preparazione per la stesa del nuovo, Interrompere questa filiera, vedi Cassa integrazione, potrebbe anche comportare il rifacimento di alcune attività con mancato rispetto delle tempistiche previste e non credo che ci sia qualcuno disposto ad avere una strada non finita per lungo tempo o comunque fino a che le temperature non calano a valori più ottimali. Ma rifare alcune lavorazioni comporta un aumento dei costi di impresa e non sempre vengono compensati dalla committenza, ma così fosse, uno degli esclusi alla procedura di gara, potrebbe rivalersi legalmente perché, magari, nella sua offerta aveva previsto attività anche in notturna….non so se rendo l’idea; quindi spero che INL tenga presente anche di queste cose.
        Scusate per il nuovo commento ma credo che non tutti siano a conoscenza di certe procedure e di certi rischi diversi. Cordiali saluti

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